L’Euritmia, termine di origine greca che indica la bellezza derivante dall’impressione di armonicità delle parti (anziché dall’armonica composizione delle parti), è un’arte di movimento concepita da Rudolf Steiner e Marie Von Sivers, il cui obiettivo è tradurre le parole in gesti.

Non si tratta di danza nel senso comune del termine, piuttosto di passare dal piano invisibile a quello visibile, dal linguaggio verbale al linguaggio del corpo, tutto ciò con l’ausilio di uno strumento artistico, qual è  l’Euritmia, che rende possibile visualizzare le leggi archetipiche del suono e del linguaggio. Quando parliamo, vocalizziamo e cantiamo coinvolgiamo anche i muscoli degli arti e ciò permette di concepire il linguaggio verbale in un linguaggio di tipo ritmico: “Euritmia come parola visibile”.

La differenza sostanziale dalla danza sta nei movimenti che si effettuano, perché se la prima è una sorta di interpretazione soggettiva delle emozioni suscitate da un certo brano, l’Euritmia cerca invece di tradurre in movimenti corporei i moti trasmessi dal compositore.